ci si ritrova

26

Nell’appartamento di Via Padova gli effetti della liberazione si sentono la stessa sera dell’arrivo degli Americani.
Paolo è riuscito a comprare del pane e della carne e Francesca prepara una cena un po’ più consistente del solito, in attesa di Sara e dei bambini.
Francesca è contenta per loro ma sospira, mentre rimesta la polenta, perché non può evitare di pensare ad Augusto.
“Cerca di stare tranquilla e vedrai che arriverà prima o poi. L’importante è che si sia salvato. Hai domandato che fine ha fatto la nave?”
“Ho chiesto in continuazione e mi hanno assicurato che Augusto è vivo, ultimamente mi hanno anche detto che la nave è rimasta bloccata in Africa e non si sa quando torna. Però i marinai li stanno rimpatriando.”
“Hai visto? Perciò stai tranquilla e vedrai che tornerà.”
Francesca riprende il suo lavoro in cucina per tentare di accogliere Sara e i bambini con tutto l’affetto che meritano e con una cena che avrà un sapore diverso perché gustata in libertà.
Elena e Matilde sono le più felici di casa. Non fanno che girare intorno al tavolo e correre da una stanza all’altra. Hanno rimesso a posto tutti i giocattoli dei cuginetti, quasi a voler far credere loro, di non averli mai toccati.
“E adesso cosa dirai a Giacomo, quando s’accorgerà che hai scarabocchiato tutto l’album con i pastelli?” dice Elena a Matilde.
“Boh!” Matilde fa spallucce “tu dici che se lo ricorda?”
“Quando lo vedrà certamente se ne ricorderà.”
“Allora se mi dai la gomma cancello tutti i disegni.”
“Eccotela la gomma, voglio proprio vedere che fai”
“Io cancello, scommetti?” e Matilde si mette lì con tanta buona volontà ma dopo un po’ scoppia in lacrime e corre dalla mamma.
“Mamma, l’album s’ è strappato” e grossi lacrimoni scendono su quelle pagine martoriate, a peggiorare la situazione.
“Dai, non piangere, vedrai che Giacomo non ti sgriderà e sono sicura che questo album te lo regalerà.”
Il sorriso torna con la speranza di avere quell’album tutto per sé.
Quando si avvicina la sera aumenta l’ansia dell’attesa. Sara e i bambini dovrebbero arrivare da un momento all’altro. Elena e Matilde non fanno che aprire la porta di casa e andare a spiare ogni volta che l’ascensore si muove. Finalmente arrivano.
“Ma i capelli vi sono ricresciuti!” è la prima cosa che notano Giacomo e Miriam.
Sorridono al ricordo della tosatura generale.
Si siedono a tavola e per la prima volta, dopo mesi, c’è serenità in quella casa. Mangiano chiacchierando e raccontandosi sempre le stesse cose ma c’è un’aria nuova. Dopo cena i bambini vanno a giocare in cameretta e i quattro adulti indugiano a tavola, anche se da bere c’è solo acqua.
Mentre sono lì a progettare qualcosa per il giorno dopo sentono bussare alla porta. Hanno una reazione istintiva di paura. Poi Paolo si riprende da quel momento di panico e va a guardare attraverso lo spioncino. E’ Augusto. Paolo apre la porta e in un attimo non si capisce più niente.

 

marica riccardelli
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